Il progetto Montagne
pour tous
Il progetto <<AuTour du Mont Blanc>>,
inserito nel Plan Intégré Tranfrontalier, si prefigge di valorizzare e favorire
la scoperta dell’Espace Mont Blanc attraverso una sinergia d’azioni realizzate
dai partner che sono: il SIVOM, il sindacato intercomunale che riunisce i 14
comuni francesi del Pays du Mont Blanc, i Comuni di Saint Gervais, di
Courmayeur e di Morgex, la Fondazione Montagna Sicura. Partner beneficiari sono
poi l’Associazione Sport per Tutti, la
I ruoli dei tre partner sono sinergici,
sviluppati in un’ottica di continuità nel tempo, e rivolti ai turisti disabili,
ma con delle forti ricadute territoriali a beneficio dei disabili locali.
Uno dei messaggi forti che si vogliono lanciare,
è appunto che la montagna può essere accessibile a tutti, e che attraverso la
presa in carico delle difficoltà sociali e dell’handicap, si possono abbattere
le barriere tra i paesi dell’Espace Mont Blanc, in uno spirito europeo.
Le azioni previste vogliono valorizzare il
territorio a favore dei disabili e delle loro famiglie, con un’attenzione anche
verso il disagio sociale, favorendo un’offerta turistica diversificata. Queste
persone potranno quindi scoprire e sperimentare le attività sportive, le
strutture e i servizi accessibili.
Attraverso l’associazione Aspert, il progetto
diventa anche un’opportunità per avvicinare al volontariato persone sensibili
verso il tema dell’handicap e dell’esclusione sociale.
Si rivolge inoltre ai professionisti della
montagna ed in particolare alle Guide escursionistiche naturalistiche, che
avranno la possibilità d’integrare la loro formazione con delle competenze di
presa in carico di clienti con disabilità. Allo stesso modo gli operatori
turistici (gestori di rifugi, di hotel e ristoranti) sono coinvolti nella
strutturazione di un progetto di montagna accessibile e verificano dunque la possibilità/difficoltà
di accogliere queste persone per facilitarne e migliorarne il soggiorno.
Per le persone in difficoltà sociale, il progetto
vuole essere promotore del valore terapeutico ed educativo della montagna, in
quanto luogo di contatto con la natura che può permettere la riscoperta di un
equilibrio psico-fisico e la capacità di confrontarsi con i propri limiti.
Delle azioni sono più specificatamente orientate
verso i giovani, affinché questi possano appropriarsi del loro territorio e
abbiano successivamente la volontà di investirsi professionalmente e si sviluppano
intorno a tre temi.
Il primo tema riguarda il giro del Monte Bianco,
l’idea è di sviluppare la nozione di Monte Bianco accessibile e praticabile da
tutti, e per questo sono previste diverse attività:
- Analisi dell’accessibilità del percorso e dei
rifugi del giro del Monte Bianco in prospettiva di svolgere delle escursioni con le joellette;
- Lo sviluppo di uno studio e sperimentazione di
materiale sportivo adattato (un prototipo di joelette motorizzata con un motore
elettrico in modo da sgravare lo sforzo dei volontari che spingono la
carrozzina rendendo così la montagna realmente fruibile anche dalle singole
famiglie, accompagnate da una sola guida naturalistica;
- È quindi prevista la sperimentazione del
percorso individuato del TMB con persone disabili e disagiate;
- In seguito si vuole realizzare il TMB in
Joellette in occasione dell’Ultra Trail sul percorso della CCC
(Courmayeur-Champex-Chamonix), percorrendo con più joellette a staffetta i
tratti accessibili, coinvolgendo delle squadre di volontari provenienti da
diverse realtà.
Il secondo tema del progetto è far conoscere la
montagna per tutti; sono delle azioni volte a valorizzare ciò che esiste e ciò
che sarà realizzato attraverso lo stesso, per favorire l’accessibilità, in
particolare:
- La realizzazione e divulgazione di un reportage
sociale promozionale sul TMB in joellette e sulla sua preparazione;
- La diffusione del reportage, con una valenza
educativa nelle scuole, e promozionale attraverso la partecipazione a
congressi, festival di film di montagna ecc.
- La realizzazione di materiale promozionale sul
TMB che evidenzi i percorsi accessibili rilevati e testati in precedenza;
- L’Analisi
dell’accessibilità delle strutture d’interesse turistico con la metodologia
C.A.R.E.. I risultati dell’analisi saranno diffusi, anche nel sito dell’Espace
Mont Blanc.
- La concezione e sperimentazione di prodotti di
promozione dell’offerta turistica per il turismo sociale, è prevista l’attivazione
di un numero verde in grado di fornire risposte personalizzate in funzione delle
esigenze di ogni disabile.
Il terzo filone d’azioni del progetto è relativo
a dei percorsi di qualificazione.
- Un seminario transfrontaliero di scambio
d’esperienze tra professionisti della montagna, del turismo e del terzo settore
sullo sviluppo del turismo sociale basato sulle attività sportive di montagna,
che sarà occasione di verifica delle ricadute che questo progetto avrà sugli
attori coinvolti.
- Un percorso di qualificazione rivolto sia ai
volontari (già realizzato), sia ai professionisti della montagna (le Guide
della natura)
- Un’azione è rivolta ai giovani, attraverso il “Club d’escalade adapté” e il “Groupe de découverte montagne” il
primo vuole aprire le porte dell’arrampicata sia a giovani disabili mentali,
sia con disagio sociale, in un contesto di coesione sociale dove l’aspetto
prioritario non è la competizione come nei club classici dove troverebbero
difficilmente una loro dimensione, a cui preferiamo un ambiente che persegue la
crescita personale e l’acquisizione di autonomia; mentre nel secondo i giovani
potranno sperimentarsi in escursioni naturalistiche.